Chewing gum stories – Prodotti Scomparsi #9 Successi e insuccessi di un prodotto simbolo del XX secolo

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Forse ne stai masticando uno proprio in questo momento. Un chewing gum. Chissà se ti sei mai soffermato a pensare a quanto sia “potente” questo prodotto che si è affermato e radicato nella nostra quotidianità quasi fosse un bene di prima necessità.

Io ho provato a ripercorrere la sua storia attraverso la mia memoria. Oltre ai marchi storici e ancora esistenti, mi sono venuti in mente alcuni prodotti che hanno fatto leva sul successo della gomma da masticare ma, alla fine, sono scomparsi.

Li menzionerò in questo articolo e, forse, ti farò tornare in mente alcuni protagonisti della tua infanzia che quasi non ricordi più. Prima, però, vediamo qual è la storia ufficiale del chewing gum.

 

Le origini del chewing gum (e del suo successo)

Quella del chewing gum è una storia piuttosto ricca e complessa. Non è difficile immaginare, comunque, in quale Paese abbia avuto origine il commercio del prodotto. Ovviamente parliamo degli USA. Alla fine del XIX secolo, Thomas Adams (fondatore della Adams Gum Company) lanciò sul mercato le prime gomme da masticare.

L’ingrediente principale era il chicle, ossia la gomma ricavata dall’albero della sapodilla. Era il 1871 e nessuno poteva immaginare che dietro questi confetti sferici e insapori (solo qualche anno più tardi, infatti, le gomme vennero aromatizzate) si nascondeva quello che sarebbe diventato uno dei prodotti simbolo del XX secolo.

Grazie alla macchina pubblicitaria e alla diffusione capillare del prodotto attraverso i distributori automatici, il mercato del chewing gum divenne subito florido. In men che non si dica, le principali aziende produttrici diedero vita a una corsa alla novità senza pari, giocata su gusto, forma e packaging. Il target principale era quello dei bambini, ma non mancavano prodotti per gli adulti, come le gomme che aiutavano la digestione e quelle per l’igiene orale.

E in Italia, quando è arrivata la gomma americana?

 

La gomma americana in Italia

Fu la Perfetti (oggi Perfetti Van Melle) a portare in Italia la gomma da masticare, un prodotto che l’Europa aveva iniziato a conoscere durante la Seconda guerra mondiale, attraverso i soldati americani. Nel 1956, l’azienda lancia Brooklyn, “la gomma del ponte”, un prodotto dalla brand identity fortissima, che ha conquistato le giovani generazioni con il suo fascino americano, veicolato dal nome, dalla grafica e dal packaging (e, fammelo dire, siamo di fronte a un grande esempio di Packaging dal Profitto Genetico).

 

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Scopri il Packaging dal Profitto Genetico.

 

Negli anni ’70, la produzione di chewing gum della Perfetti si amplia: arrivano prodotti storici come Big Babol, Vigorsol e Vivident; a seguire, i chewing gum senza zucchero e, negli anni ’90, le Daygum, gomme da masticare per l’igiene orale (“Quando non c’è lo spazzolino, c’è Daygum Protex”) promosse come integratori di calcio e fluoro. Nel 2013, però, questo prodotto, (insieme ad altri) è costato all’azienda una salatissima multa da parte dell’Antitrust per pubblicità ingannevole.

Ma soffermiamoci per un attimo su uno dei prodotti di punta della Perfetti: la Big Babol.

 

Big Babol: il bubble gum italiano

La Big Babol nasce nel 1978 e si afferma sul mercato come bubble gum, un prodotto innovativo che diverte (potremmo dire che intrattiene) i bambini con la sua peculiare caratteristica: la possibilità di fare le bolle.

Negli anni ’80 e ’90 non c’era un solo ragazzino immune alla “Big Babol-mania”, ma ti sarai accorto anche tu che il prodotto non è più così presente come una volta. Accade spesso ai prodotti di successo, anche a quelli che restano sulla cresta dell’onda per anni, di veder calare l’attenzione da parte del pubblico.

La Big Babol, comunque, è ancora sugli scaffali. E a giudicare dalla pagina Facebook Big Babol Italia, la gomma che fa le bolle ha ancora un certo seguito.

Meno fortunati sono stati altri prodotti che hanno cercato di cavalcare il trend del chewing gum, ma hanno esaurito ben presto la loro carica attrattiva.

 

I prodotti scomparsi

Nel comparto dei gelati si è sperimentato parecchio con il chewing gum. Dalla fine degli anni ’70 in poi, i maggiori brand del settore hanno lanciato sul mercato diversi prodotti la cui peculiarità era proprio la presenza della gomma da masticare. Ecco la lista di quelli che ricordo (se ne ricordi altri, scrivimi pure nei commenti):

• il Gommolo Eldorado, un cono panna e fragola con la gomma da masticare alla fine del cono;
• l’Olipop della Motta, con lo stecco di chewing gum;
• il Gum (sempre di Eldorado), un disco di gelato alla fragola che il chewing gum ce l’aveva giusto al centro;
• il gelato della Pantera Rosa, con gli occhi che erano palline di chewing gum.

 

Tutti gelati che oggi non si trovano più nei frigoriferi dei bar. Forse il connubio gelato-chewing gum era troppo avanguardistico, diciamo così… Oppure sono semplicemente passati di moda o sono stati soppiantati dai “nuovi arrivati”.

Infine, ricorderai i chewing gum a forma di sigarette. In questo caso, il motivo dell’“estinzione” è abbastanza chiaro: dopo un po’, qualche associazione di consumatori avrà fatto presente che il prodotto non era esattamente “educativo” per i bambini.

Qual è la lezione “da masticare”? Semplice: le operazioni tattiche passano, le operazioni strategiche se non si adeguano con la metamorfosi dei tempi si auto eliminano dal mercato.

 

Sai cosa non passa mai di moda? Il Packaging Positioning.

 

Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
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