Non “farti fregare” dalla nuova normativa sulle etichette

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In questo articolo sarò molto asciutto, non voglio romanzare concetti tecnici e aspetti importanti come questo argomento, conoscere nei dettagli le normative legali che regolano la comunicazione attraverso il packaging del prodotto è fondamentale, specialmente adesso in un momento di grandi cambiamenti.

Infatti, dal 14 Dicembre 2014 entrerà in vigore la nuova direttiva sulle etichette/confezioni alimentari, si tratta del regolamento UE 1169/2011 che sostituisce la vecchia 79/112/CEE.

Qui puoi scaricare il Pdf completo con il nuovo regolamento, sono 46 pagine, i consigli che ti do sono due:

  1. Apri il PDF e leggi tutte le 46 pag.
  2. Vai da un esperto del settore e vivi la delega.

Questa situazione ti riguarda da vicino, se stai per lanciare un nuovo prodotto o se hai sul mercato dei prodotti che non rispettano uno o più punti del nuovo regolamento. Il rischio dal 14 Dicembre sarà quello di incorrere in sanzioni o in complicazioni burocratiche che hanno sempre come conseguenza quella di rallentare il tuo lavoro penalizzando le vendite.

Il nuovo regolamento affronta nel dettaglio gli aspetti legati alle informazioni della tabella nutrizionale, l’indicazione d’origine, scadenza del prodotto e sostanze allergizzanti, ma oggi ho voluto dedicare un piccolo approfondimento solo a quella parte che riguarda le caratteristiche delle scritte, un aspetto direttamente collegato al packaging.

 

Cosa dice il nuovo regolamento sulle caratteristiche delle scritte?

3 cose che devi assolutamente sapere:

  • Le diciture dovranno utilizzare un carattere tipografico pari o superiore a 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole).
  • Sarà necessario riportare nello stesso campo visivo della denominazione di vendita le informazioni obbligatorie, quelle nutrizionali e quelle relative all’origine.
  • Nel caso in cui la confezione fosse inferiore ai 10 cm quadrati sarà consentito riportare solo le notizie essenziali (denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione).

La mia prima riflessione va alle dimensioni minime consentite, quel “carattere tipografico pari o superiore a 1,2 mm” che già vedo tradotto da molti produttori e da molti creativi in un pensiero simile a “se è consentito un corpo carattere di 1,2 mm mettiamo tutte le indicazioni a 1,2 mm così inseriamo le indicazioni multilingua e ci sta più testo”.

Infatti come spiegato anche in questo articolo dedicato all’importanza del testo,  lo scopo del testo nel packaging non è quello di rispettare le normative legali (il rispetto della legge dovrebbe essere un requisito di base in ogni attività), lo scopo del testo è quello di trasmettere informazioni al consumatore.

Quindi do per scontato che la normativa vada rispettata, ma prenderò ogni scelta per sfruttare a mio vantaggio la comunicazione di ogni singola informazione riportata sulla confezione.

Ora ti chiedo: credi sia una furbata spremere lo spazio al massimo inserendo indicazioni multilingua con un carattere da 1,2 mm sulla confezione del tuo prodotto? Credi che il consumatore acquisterà più facilmente?

No, al consumatore interessa vederci chiaro, essere rassicurato, ricevere poche informazioni e chiare, deve essere certo e senza sforzarsi e questo non accade con un testo di 1,2 mm che comprime in pochi centimetri informazioni in 7/8 lingue diverse.

Perché te lo dico?

  • Perché l’ho visto fare (vai tu stesso vicino allo scaffale, soffermati e guarda quanti prodotti cadono in questa trappola)
  • Perché conosco le agenzie creative generaliste e so come lavorano (senza dire al cliente questo tipo di problema a ciò che aiuterà il prodotto a vendere)
  • Perché conosco molti imprenditori (che giustamente non hanno una visione chiara su questi argomenti, ecco perché la figura dello specialista del packaging è oggi fondamentale)

 

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In sintesi:

rispetta sempre e con grande attenzione le normative che riguardano l’imballo dei tuoi prodotti, ma muoviti all’interno dello spazio d’azione consentito cercando sempre di ragionare su quello che può aiutare il consumatore a fidarsi della tua proposta e acquistare successivamente.

Oggi le informazioni sono fondamentali perché i consumatori sono diventati più attenti ed esigenti, sforzati per renderle maggiormente comprensibili anche grazie a un packaging studiato scientificamente per aiutare il cliente a comprendere ogni singola parola.
Stai pensando al packaging di un nuovo prodotto o al restyling di un prodotto esistente? Contattaci senza impegno, ti spiegheremo quello che potremmo fare per aiutarti.

 

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Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
Comments:
  • Laura
    Rispondi

    Solo una nota a questo interessante articolo. Nella maggior parte di casi sono i Clienti stessi a pretendere l’inserimento di più lingue su uno stesso pack. Questo consente loro di distribuire quel prodotto in più Paesi senza dover necessariamente riclusterizzare. E’ sempre una questione di business…possono tagliare i costi di produzione.

    25 novembre 2014 at 12:26

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