Su 1000 agenzie una sola non è creativa. Tu quale scegli?

mosca-bianca

Dopo molti anni vissuti in agenzia di comunicazione e marketing, monitorando il mercato dietro le quinte e in trincea, ho capito che le agenzie creative rappresentano la maggior parte del sistema. Sì, la stramaggioranza delle agenzie di marketing presenti sul mercato mondiale offrono servizi basati sulla creatività.

Andiamo per gradi… Se sei un imprenditore o un direttore marketing e quindi prendi direttamente le scelte decisive per il branding e il packaging dei tuoi prodotti, significa che da te dipendono le VENDITE dei prodotti. Sì, sei la figura più importante all’interno dell’azienda perché da te dipendono i guadagni o le perdite della tua azienda.

Bene, chiarito questo aspetto, allora ho due domande per te:

  1. Quante volte hai parlato con un’agenzia creativa?
  2. Quante volte hai parlato con un’agenzia che si definisce non creativa?

A scatola chiusa posso dirti che il rapporto è pari a 1000 su 1.

Probabilmente molte aziende conoscono come unico interlocutore per i servizi di comunicazione e marketing agenzie creative e non immaginano neppure che ci possano essere delle agenzie che si definiscono non creative con un approccio differente, un approccio scientifico.

Bene, noi siamo quella mosca bianca, quella mosca che si muove contro le 999 mosche nere creative e contro i gechi che tutti i giorni tentano di sterminarla. Ecco perché vale la pena di ”scrollare” il mouse fino in fondo a l’articolo, perchè non ti dirò cose che hai già sentito dalle altre 999 agenzie.

Il vero marketing non è creatività ma è scienza, una regola che associata alla tecnica ti assicura la vendita del prodotto. Ma queste sono cose che bene o male si sanno, allora perché continuare ad ascoltare le agenzie che si reputano creative e che non parlano di aspetti tecnici del marketing e di come consentire davvero al tuo prodotto di vendere di più?

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Lo sappiamo fare solo noi? No.

Voglio chiarire bene le cose:

  • noi non siamo i più bravi
  • noi non siamo i migliori
  • non lo sappiamo fare solo noi
  • non lo facciamo solo noi

Non esiste “una sola mosca bianca” al mondo, ma è giusto sapere, per dare una media e un senso al ragionamento che trovare un’agenzia che si approccia al marketing in modo scientifico non è una cosa facile.

Puoi constatarlo facilmente, guardati attorno… Pensa a quanti gruppi sui social network ci sono di creativi, copywriter, designer e art-director e quanti di questi parlano di “scienza del marketing”. Osservando questo settore sembra che sia indispensabile utilizzare la creatività e sbandierarla come elemento magico perché di fatto non si parla d’altro.

Ti lascio dei numeri che ti confermano in modo definitivo questo aspetto per non tornarci più sopra. Su Instagram (il social network di maggior crescita) ha questi dati come “hashtag”:

#creativi = 3.854 post

#noncreativi = 0 post

Se passiamo alla lingua anglofona, il risultato è sconvolgente:

#creative = 11.764.794 post

#nocreative = 275 post

Il problema è semplice: se NON sei #creativo non sei figo, ma il peggio è che sei sfigato ad essere #noncreativo. La verità però è un’altra infatti ti porti sfiga da solo proprio quando sviluppi un packaging in modo “creativo” e questo perché la creativiotà non ti aiuta a vendere.

SE FAI UN PACK DA CREATIVO, IL PRODOTTO NON LO VENDI PIU’

È così e lo vedi facilmente anche dalla descrizione che le stesse agenzie danno di loro, solitamente il loro nome e il loro payoff è un mix di termini come: creatività (in tutte le sue declinazioni), passione, fantasia, estro, originalità e così via senza centrare nessun bersaglio. A volte mischiato  qualche termine inglese che fa tanto internazionale come ADV, una sigla, il cognome del fondatore e il gioco è fatto.

Domanda: se non descrivono chiaramente il loro lavoro sembrando la fotocopia dei loro competitor, saranno in grado di aiutarti nel delicato compito di distinguere attraverso un packaging il tuo prodotto dai prodotti della concorrenza?

Le cose semplici funzionano, fai come Mutti.

La semplicità del messaggio (pay off, logo, naming o packaging) fa la differenza. La storica passata Mutti avrebbe potuto dire tante cose eppure ha preferito focalizzare l’attenzione del consumatore su un unico concetto: il pomodoro.

Infatti oggi in seguito al restyling il pay off di Mutti è “Solo Pomodoro”. Complimenti alla mosca bianca che ha reso giustizia a un prodotto storico con un pay off adeguato. Lavoro creativo, estroso o originale fino al midollo? No signore. Un lavoro che aiuterà il prodotto a vendere? Sì signore. Bello e funzionale, fin che vuoi!

Quanti progetti grafici o di corporate identity e di sviluppo packaging hai commissionato e quando sono venuti a presentarti la prima bozza hanno tentato di motivare scelte palesemente creative con motivazioni logiche? Forse non avevi chiara la situazione e ti mancavano i riferimenti, ma sappi che in quell’occasione è successo ciò che accade 999 volte su 1000: un’idea creativa fine a se stessa spiegata con bei paroloni dall’art director, ma priva di un vero significato. Non è un mio parere, sono semplicemente i flop di tutti quei prodotti che sulla carta dovevano rivoluzionare il mercato e che invece sono caduti di faccia sull’asfalto.

Creatività (a volte) fa rima con serendipità

Non sai cos’è la serendipità? Non ti preoccupare nulla di grave, io l’ho scoperto per caso questo fine settimana leggendo un libro giallo. La serendipità non è una malattia e nemmeno uno sciogli lingua, ma è una scoperta eccezionale nel cercare qualcosa d’altro.

È successo all’ingegnere Percy Spencer, per esempio, mentre realizzava degli apparecchi radar e per caso si accorse che una barretta di cioccolata si scioglieva in pochi secondi e così nacque il forno a microonde, mentre uno degli esempi più famosi della storia è quello di Cristofolo Colombo che partì per cercare le Nuove Indie e finì per scoprire l’America.

C’è una bellissima frase del ricercatore biomedico americano Julius Comroe che definisce in un modo esemplare la serendipità:

“La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.”

Ecco di cosa si tratta!

Ma torniamo alla nostra creatività, quel cercare a tutti i costi lo sviluppo di un packaging basandosi sulla pura bellezza soggettiva del creativo di turno, in pratica partire dalla creatività del progetto sperando che quel packaging aiuti il prodotto a vendere è come partire per le Nuove Indie e arrivare alla scoperta delle Americhe. Si certo forse farai il packaging del secolo. Forse, se avrai culo, venderai a come nessuno prima. Ma se così non fosse..?

Quanta fortuna devi avere?

Quante volte ti capita nella vita?

E soprattutto è così che vuoi guidare la tua azienda?

Se stai facendo impresa e conosci le regole del marketing, sai che non ci si può basare sulla fortuna ne tantomeno sulla soggettività. Altrimenti affideresti il tuo bilancio di fine anno ai numeri del Superenalotto, ma su quello scommetto che sei molto preciso ed esigente. Perché allora non fare lo stesso con il marketing dei tuoi prodotti?

 

 

Diventa preciso ed esigente con il tuo marketing

Quando stai per scegliere l’agenzia per lo sviluppo del tuo packaging fai al tuo referente queste 3 domande e ascolta attentamente le risposte:

  1. Mi fate anche le brochure e il sito web oltre al packaging?
  2. Vi sentite molto creativi in agenzia?
  3. Avete mai sviluppato dei naming creativi?

Se il referente dell’agenzia ti dirà 1 solo Sì, diffida, e se invece i Sì saranno 3, scappa dalla parte opposta…

Quello che devi capire prima di investire un solo euro in azioni di marketing è se il risultato finale per cui pagherai l’agenzia e da cui dipenderanno le vendite dei tuoi prodotti sarà frutto di un processo scientifico e preciso o sarà semplicemente il prodotto di un mix di fortuna, intuizione, gusto personale e… serendipità.

Per concludere

Le tue vendite oggi dipendono direttamente dal tuo marketing, questo perché rispetto al passato oggi l’offerta supera la domanda e il consumatore è sommerso da un’abbondanza di prodotti in ogni settore merceologico. Quindi sbagliare le scelte di marketing (che per un prodotto vedono il packaging al primo posto) significa destinare i prodotti al fallimento e al fallimento della tua azienda.

La soluzione è distinguerti in modo intelligente dai competitor per fornire al consumatore una motivazione intelligente per guadagnare la sua attenzione e i suoi soldi.

Questo risultato non può essere ottenuto in maniera casuale, né può essere frutto della sola creatività.

Per questo ciò di cui hanno bisogno i tuoi prodotti sono soluzioni di packaging realizzate con un approccio scientifico e questo è ciò che pochissime agenzie possono fare.

Sono le agenzie che mettono analisi e valutazione scientifica prima del processo creativo, facendo così lavorare le abilità dei creativi al servizio di una strategia precisa. Sono le mosche bianche…

Questo ti consente di sapere dove sono le Americhe e non di scoprire le Americhe, in più arrivarci con un GPS a colpo sicuro e non affidandosi al caso o alla buona sorte e cosa più importante permette di rendere i successi di vendita replicabili su vasta scala.

Se non hai mai parlato con una “mosca bianca” perché sono certo troverai risposte che non avevi mai sentito prima parlando di packaging e vendite. Packaging In Italy è una mosca bianca ed è contenta di esserlo, ma soprattutto i nostri clienti sono felici di affidare il destino delle loro vendite a una mosca bianca. Lo spiegano bene con le loro testimonianze a questa pagina.

 

P.S. amo i creativi e lavoro con loro ogni giorno. Ma non erano sbagliati? No, semplicemente faccio in modo che possano esprimere il loro talento al servizio di una strategia che ha come obiettivo le vendite e questo è ciò che garantisce i risultati migliori.

 

 

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Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
Comments:
  • Orgogliosa del mio design e dei miei loghi “non creativi” 😀
    Ottimo articolo! 🙂

    12 maggio 2015 at 12:10
  • Michele Bondani
    Rispondi

    Grazie,
    mosca bianca!

    12 maggio 2015 at 16:34

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