Pallet questo sconosciuto

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Quanto è lunga la strada che porta il tuo prodotto sugli scaffali del punto vendita?

La verità è che il fattore “distanza” influisce in maniera limitata. Esistono infatti molti parametri che impattano sui costi di logistica e movimentazione di un prodotto e i km che separano la produzione dal punto vendita sono solo uno degli elementi.

Pensando allo sviluppo di un packaging non possiamo ignorare tutto quello che accade tra la produzione e il punto vendita.

Infatti le caratteristiche del packaging – la sua struttura, le sue dimensioni e le sue caratteristiche tecniche come composizione dei materiali, fragilità ecc – rappresentano elementi vitali per chi si occuperà della logistica del prodotto e di fatto molte delle scelte relative all’imballo potrebbero costituire un incremento di costi per l’azienda.

Se da una parte chi come noi si occupa dello sviluppo della confezione si concentra sul consumatore finale e chi gestisce spedizioni e logistica dà priorità ai processi di movimentazione e stoccaggio (più merce in meno tempo con meno problemi) è anche giusto lavorare verso il raggiungimento di un obiettivo comune visto che l’interesse finale è sì quello di vendere, ma garantendo anche una buona marginalità.

Vendere molto con costi assurdi di logistica e una % alta di merce danneggiata, non interessa a nessuno.

In Italia e in Europa uno degli standard più diffusi per il trasporto di merce è sicuramente quello dell’Euro Pallet (anche chiamato EPAL o Pallet Europa).

Diffuso all’inizio degli anni 60 è diventato uno standard nella logistica, viene utilizzato per il trasporto di merce e per lo stoccaggio in magazzino e ovviamente è adottato nella GDO diventando quindi un riferimento non trascurabile nello sviluppo di un prodotto.

Le sue dimensioni e le sue caratteristiche determinano il modo in cui il prodotto verrà trasportato (prima) e gestito in magazzino (poi) nella fase che precede l’ultimo passaggio: l’esposizione sul punto vendita.

Ecco perché tra le considerazioni da fare quando si progetta un packaging funzionale non può mancare una verifica per ottimizzare il trasporto su pallet.

 

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In che modo verrebbe ottimizzato lo spazio su pallet con le attuali dimensioni del prodotto?

Per farlo dobbiamo avere sempre ben presenti le caratteristiche di un bancale EPAL che misura una superficie
di 800mm x 1200mm  (questo escludendo casistiche particolari di cui però dovremmo essere a conoscenza preventivamente, come l’utilizzo di bancali fuori standard per necessità specifiche).

L’EPAL ad oggi è di fatto lo standard più diffuso anche se ovviamente esistono varianti di ogni genere per adeguarsi a situazioni specifiche.

Ad esempio nel caso di prodotti molto delicati, al classico bancale in legno si sostituisce un pallet in plastica fuori misura per merci leggere e delicate.

Gli Inka Pallets sono un’altra variante, realizzati con uno stampaggio ad alta pressione che utilizza una mescola di legno riciclato e resine sintetiche e che ha una dimensione pari esattamente alla metà di un EPAL (600mm x 800mm) o a ¼ (400mm x 600mm).

Non che mi interessi dilungarmi su aspetti tecnici, ma questa soluzione interessa eccome il mio lavoro perché è particolarmente indicata nel caso in cui la merce venga messa in vendita utilizzando direttamente l’inka pallet come supporto espositivo grazie ad un espositore dedicato con base 600mm x 800mm o 400mm x 600mm.

In alcuni casi il pallet è proprio parte integrante del supporto espositivo quindi parte integrante del pack e verrà buttato dopo il suo utilizzo essendo la mescola riciclabile e smaltibile senza problemi.

In sintesi quando sviluppiamo un packaging, abbiamo il dovere di occuparci anche del suo trasporto o del suo stoccaggio, della fase espositiva sul punto vendita e dovremmo sempre fare qualche considerazione di buon senso su alcuni elementi:

 

  1. le dimensioni degli standard utilizzati (EPAL) per uno sfruttamento ottimale della superficie
  2. sviluppare i packaging in funzione di ottimizzare più prodotti possibili sul pallet.
  3. valutare se la struttura che abbiamo sviluppato possa prestarsi a danneggiamenti una volta impilatsul bancale, quindi se la condizione di stoccaggio sottoponga il prodotto a pressioni o rischi di danneggiamento
  4. Imballo primario di trasporto, nei confronti dei un secondo packaging finale

I costi di logistica rappresentano una buona fetta di marginalità dell’impresa, ottimizzarli ha costituito l’elemento determinante per il successo di molti modelli di business, se in questo mix anche il packaging può fare la sua parte è bene sfruttare il suo ruolo non solo sugli scaffali, ma anche in tutte le fasi precedenti.

In che modo arrivano i tuoi prodotti sugli scaffali? Consegna dedicata con mezzi aziendali? Con un operatore di trasporto multimodale? Sfruttando i servizi di una grande logistica?

Lascia il tuo commento qui sotto, sarà il modo migliore per approfondire l’argomento.

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Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
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