Non tutte le Rockstar muoiono a 27 anni

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Conosci il Club 27?

Forse non sai di cosa parlo, ma di sicuro conosci i suoi membri.

Sono quelle Rockstar morte all’apice del loro successo, all’età di 27 anni, come Jim Morrison, Jimi Hendrix e Amy Winehouse per citarne alcuni.

Vere Rockstar, peccato che non ci siano più. Hanno riempito stadi, venduto milioni di dischi, ma oggi sono scomparse.

Esistono poi altre Rockstar, viventi, che sfasciano ancora chitarre e distruggono alberghi come facevano in gioventù. Non hanno più 27 anni eppure sono rimaste sulla scena, vendono dischi e riempiono stadi.

Penso a Keith Richards e alla sua chitarra che entra in un brano qualsiasi degli Stones.

Indelebile. Sulla scena da anni e sempre attuale.

 

Cosa c’entrano il Club 27 e Richards col Packaging?

Molto.

Anche tra i prodotti ci sono Rockstar autentiche che non lasciano scampo al consumatore: sanno farsi ricordare e sanno farsi acquistare.

Alcune di loro però sono entrate nel Club 27: hanno avuto grande popolarità ma sono  scomparse prematuramente. Eppure piacevano e vendevano, finché non è successo qualcosa. Sono usciti di scena, spariti dagli scaffali.

Avevano entrambi assoli potenti e la capacità di colpire, ma nel tempo solo chi è stato in grado di rinnovarsi è sopravvissuto.

È questa la differenza sostanziale tra i prodotti che hanno saputo rinnovarsi, sfruttando al tempo stesso la forza del loro visual (il loro assolo di chitarra) e altri che non hanno ripensato alla loro immagine e non hanno più trovato posto nemmeno sullo scaffale.

È una differenza fondamentale per continuare a dominare il mercato restando attuali, e la soluzione è in un restyling del packaging.

L’accostamento potrà “suonarti” strano ma la Rockstar donna per eccellenza sugli scaffali, la Tina Turner che sopravvive da anni ai vertici delle classifiche, è  una signora pettinata a modo su uno sfondo verde, è raffigurata su una scatola di dadi da cucina. Ti ricorda qualcosa?

Da quanti anni sopravvive sulle confezioni di Dado Star come se fosse il primo giorno?

Come per Tina Turner, difficile darle un’età.

Nikka Costa (famosa ed eterna bambina) ricorda molto quel bambino che stringe in mano le sue 3 barrette di cioccolato al latte. Oggi forse sarà diventato papà, ma resterà per sempre il bambino delle barrette Kinder.

Il Bob Dylan della birra invece è un signore con i baffi. Sapresti dargli un’età? 30, 70? Io non ci sono riuscito. Lo vedo da decenni sulle lattine e sulle etichette delle bottiglie di birra Moretti: sempre uguale.

Ok, dopo aver proposto qualche accostamento neppure troppo azzardato, spengo lo stereo. Il concetto era semplice però: alcuni prodotti – come alcuni artisti – restano sulla cresta dell’onda nonostante il tempo che passa, perché sanno rinnovarsi restando attuali e autentici (una rockstar resta sempre giovane).

 

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L’intelligenza del restyling

La loro immagine – il visual del packaging – costituisce il loro assolo e attraverso quell’elemento il consumatore identifica il prodotto all’istante.

Non è tutto però. Infatti, oltre ad alcuni elementi distintivi molto forti, nel corso degli anni hanno saputo operare in modo intelligente con interventi di restyling.

Forse li ricordiamo proprio perché un restyling intelligente ci ha riproposto quell’immagine nel modo corretto nel corso degli anni.

È grazie a un restyling mirato e funzionale alle vendite che questi prodotti hanno mantenuto la loro posizione sugli scaffali. È grazie al restyling se esistono ancora in commercio.

È per questo che ogni prodotto dovrebbe periodicamente ripensare al proprio packaging.

Dove sarebbe Keith Richards oggi se non avesse saputo costantemente reinventarsi in modo da rimanere attuale e autentico e non un cimelio dei tempi andati?

Questo permette di adeguarsi ai cambiamenti e di riposizionare periodicamente il prodotto agli occhi del cliente, contrastando allo stesso tempo la concorrenza che fa il suo lavoro e non vede l’ora di rubarti quote di mercato.

A volte ci focalizziamo di più su la ricerca e lo sviluppo di nuovi progetti o nuovi prodotti, mentre diamo per scontato che i prodotti storici abbiano raggiunto il massimo della loro vita.

Abbiamo analizzato l’intervento di restyling eseguito sulla linea di prodotti Melegatti, puoi leggere il post con le % di vendita dopo restyling a questa pagina, senza cambiare nulla nella ricetta e nello stesso prodotto.

Sì, perché un restyling è capace di riposizionare il prodotto nel modo corretto – senza traumatizzare il consumatore che già lo conosce – ed è la soluzione migliore per ottenere un incremento di vendite misurabile.

 

3 buoni motivi per un restyling

1. richiede molto meno investimento che creare un nuovo prodotto. Come sai le fasi di ricerca, sviluppo e nuova produzione sono lunghe, costose e piene di imprevisti.

2. investi su un prodotto che è già sul mercato e che sta già funzionando, intervieni per incrementare le vendite, non per lanciare un nuovo prodotto (cosa molto più complicata)

3. è fisiologico che un prodotto debba rivalutarsi nel tempo. È necessario intervenire in questo senso, lo richiede il consumatore, il mercato.

 

Se hai uno o più prodotti che sono sul mercato da anni, è certo che intervenire sul loro packaging – là dove serve – possa incrementare le vendite. Senza investire in un nuovo prodotto. Senza aumentare il tuo budget pubblicitario.

Fare in modo che il tuo packaging risponda nuovamente alle esigenze del tuo target è lo scopo di un restyling che produce un incremento di vendite.

Troppo facile con i grandi nomi o con i casi studio stranieri, ci sono esempi e fior di libri.

Se ti sono piaciute queste idee, pensa che è fattibile con il tuo marchio e con i tuoi prodotti!

Se vuoi, senza impegno, puoi richiedere mezz’ora di coaching gratuita via Skype per analizzare casi concreti e capire insieme come potremmo intervenire. Per prenotare compila il form a  questa pagina.

 

P.S. Gli Stones saranno in Italia a Novembre e io non mi perderò la chitarra di Keith Richards per niente al mondo.

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Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
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