Il Packaging può convertire il consumatore in cliente?

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Ogni agenzia presente sul mercato è in grado di fornirti una soluzione creativa e curata per il tuo packaging. Ma è quello che ti serve?
Tutti i prodotti in commercio hanno raggiunto uno standard di realizzazione alto, ma nonostante la creatività e la cura dei dettagli, ritornano in magazzino sempre più numerosi e da lì molti prendono la strada che porta al macero.

Hai realizzato un bel packaging per mandare i tuoi prodotti al macero? Non credo. Infatti in discarica accettano prodotti di ogni genere anche senza confezione!

Quello che serve per evitare il fallimento di un prodotto sullo scaffale è la capacità di tradurre questa maestria artigianale in uno strumento al servizio delle vendite: manca un packaging funzionale alle vendite.

La visione che sta alla base di un packaging vincente – quello che caratterizza il lavoro di Packaging In Italy – arriva molto prima di scelte estetiche, stilistiche o tecniche. Sia chiaro, tutti aspetti vitali per ottenere un risultato finale positivo, ma che da sole non spostano il tuo prodotto nel carrello del consumatore.

Per capirci con un esempio: aumentare i mega pixel di definizione di una fotocamera non basta certo per ottenere belle foto!
Il packaging è una fotografia, i mega pixel sono strumenti preziosi e spesso frutto di un lavoro meticoloso, di ricerca, al limite dell’artigianale che contraddistingue le grandi opere d’arte, ma l’essenza del successo sugli scaffali si nasconde altrove.

Cosa determina le scelte di creativi, art director e grafici realizzando il packaging di un prodotto?

Non voglio farti una pallosa lezione di marketing, ma credo che valga la pena dedicare 2 minuti al ruolo preciso che ricopre il packaging nella strategia di marketing di un prodotto.
Il packaging è uno strumento di marketing, così importante da essere stato definito la quinta “P” in aggiunta alle celebri “4 P” rese popolari da Kotler.
Oltre a Prodotto, Prezzo, Punto di vendita e Promozione, il Packaging la quinta P gioca un ruolo fondamentale.

In sintesi il modello delle “4 P” creato da Jerome McCarthy all’inizio degli anni 60 e reso famoso da Philip Kotler definisce le 4 attività di marketing operativo indicando le 4 aree specifiche di applicazione. In questo modo è evidente come l’attenzione non sia più orientata sul prodotto, ma introducendo nel marketing mix le esigenze del mercato e del consumatore finale, prendono spazio elementi che fino a quel momento erano stati completamente ignorati: i bisogni del cliente.shutterstock_50076508

Ascoltare e comprendere i bisogni del mercato è alla base della rivoluzione che Kotler ha portato nel marketing e per funzionare è su questi principi che dovrebbe muoversi anche la scelta relativa al packaging di un prodotto.
D’altronde, l’aspetto esterno di ogni prodotto la sua scatola comunica in modo diretto con il consumatore (decisore finale) ed è proprio ai suoi bisogni e alle sue esigenze che dovrebbe sempre rispondere.

Avere successo nella realizzazione del packaging significa quindi fornire una risposta reale alle esigenze del consumatore. Il tuo packaging lo fa?

Per produrre risultati nelle % di sell out, la fase di ricerca deve essere orientata al cliente. La mano che mette il prodotto nel carrello e lo porta in cassa richiede un’attenzione prioritaria.
Canoni estetici, riconoscimenti di settore, estro e creatività non hanno valore se quella mano non si dirige verso il vostro prodotto!

 

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Cosa cerca, cosa pensa, cosa vuole il consumatore?

Ogni considerazione estetica e stilistica deve rispondere innanzitutto a questi aspetti.
Riconoscerli e tradurli in un packaging funzionale alle vendite è nel DNA di Packaging In Italy. Per questo di fronte a ogni scelta ci chiediamo “aiuterà il prodotto a scendere dallo scaffale?”.

Va anche considerato che oggi raggiungere risultati di vendita significativi è sempre più difficile: competizione, un mercato complicato e dinamiche di distribuzione sempre più rigide rendono il lavoro più duro per tutti i player.

In questo scenario le imprecisioni e gli errori non sono mai aspetti tecnici o creativi, ma sempre di valutazione. Non concepire il packaging in funzione del consumatore finale significa ignorare completamente le dinamiche del mercato la mano che mette il prodotto nel carrello e perdere la battaglia sugli scaffali.

Quando i creativi dell’agenzia ti spiegheranno le caratteristiche e le scelte di design, chiedi sempre “Come questo aspetto può far vendere di più il mio prodotto e perché?” Ascolta la risposta e solo dopo trai le tue conclusioni.

Ancora oggi orientare la realizzazione del packaging modellandola sulle preferenze o sulle indicazioni del cliente è la prassi. Per “portare a casa” il lavoro molti creativi si limitano a seguire indicazioni sommarie fornite dal cliente durante il briefing, senza però approfondire con un’analisi del mercato e con uno studio delle abitudini del consumatore.

Risultato? Un bel packaging che piace al cliente ma che non vende.

Per noi il “cliente” non è quello seduto in sala riunioni durante il briefing, ma è quello in corsia. Ecco perché ragioniamo in funzione delle sue esigenze, ecco perché lavoriamo per un packaging funzionale alle vendite!

Bello, gradevole, di classe, di impatto… sono definizioni senza significato quando in magazzino tornano i resi. Anzi il significato è chiaro. Definiscilo pure come meglio credi.

Privilegiare le esigenze del consumatore senza sacrificare creatività e dettagli tecnici è alla base del nostro approccio, perché sappiamo essere la sola risposta valida all’esigenza primaria dei nostri clienti: contribuire al processo di vendita mettendo un “+” nelle percentuali finali.

 

 

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Michele Bondani
Entra nel mondo del marketing nel 1996, nel 1999 ha fondato Ardigia Marketing Funzionale, nel 2013 fonda Packaging in Italy, l'agenzia di Pack dal Design italiano.
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